Palio e altre manifestazioni
Fra le varie manifestazioni tradizionali che prevedono l'utilizzo e lo sfruttamento degli animali, il Palio di Siena è sicuramente la più famosa in Italia, ma, purtroppo,
non è l'unica. Eventi quali il Palio di Siena, non sono soltanto stressanti per i cavalli, costretti a correre in mezzo a un frastuono assordante che altro non può fare
se non turbarli profondamente, ma è anche molto pericoloso, basti pensare che da 1970 al 2007 sono morti complessinvamente 48 cavalli (considerando che in questo
lasso di tempo si sono tenute 76 edizioni del Palio - due all'anno - questo significa che più o meno muoiono, in media, due cavalli ogni tre edizioni).
Per fortuna, negli ultimi anni, sono stati introdotti accorgimenti che migliorano in parte la sicurezza dei cavalli, ma questo non è ancora sufficiente.
Ma, come si diceva, il Palio è solo la punta dell'iceberg di tutta una serie di manifestazioni spesso cruente le quali, in nome di un ormai anacronistico rispetto delle tradizioni,
coinvolgono animali innocenti che vengono uccisi in maniera brutale e spesso dopo una lenta e dolorosa agonia.
In questa triste classifica, merita sicuramente il primato la Spagna; oltre alla corrida, di cui si tratta a parte, sono molte le manifestazioni, spesso incoraggiate dalle autorità
civili e religiose, che vedono coinvolti animali. All'incirca esistono 3.000 feste che si ripetono ogni anno e in cui vengono massacrati animali innocenti. Tanto per fare alcuni esempi,
si può menzionare la Festa del Toro di Coria che si tiene a Giugno e in cui 12 tori vengono seviziati e linciati dalla folla, due al giorno per sei giorni, in onore di San Giovanni;
oppure la festa di Manganenses in cui, a Febbraio, viene lanciata dall'alto una capra viva; o ancora quelle manifestazioni che si tengono a Tordesillas e in altre località durante le
quali eroici cavalieri tagliano o strappano la testa a galli vivi appesi per le zampe.