LA TRAGEDIA DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI
TRATTO DA "ALL'ALTRO CAPO DEL GUINZAGLIO" DELLE PROFF.SA PATRICIA McCONNELL


[Gli allevamenti intensivi] non sono altro che fabbriche di cani, catene dfi montaggio per cuccioli che ospitano maschi e femmine in età riproduttiva, in condizioni che vi farebbero rivoltare lo stomaco. Negli Stati Uniti gli allevamenti intensivi si trovano ovunque, anche se prosperano soprattutto nel Sud e nel Midwest. Sono uno dei segreti meglio custoditi della società americana e causano sofferenze tremende a un numero incredibile di animali. L'ultimo che ho visitato teneva ogni cucciolata chiusa in una piccola gabbia sospesa con filo metallico. Gli escrementi avrebbero dovuto cadere attraverso al grata inferiore, soltanto che, naturalmente, restavano in gran parte sul fondo della gabbia, quindi i cuccioli ci giocavano, in mancanza d'altro. [...] Le madri restavano prigioniere insieme con la cucciolata per l'intera durata dello sviluppo, sette settimane, poi i piccoli venivano consegnati ai negozi per animali. Non far uscire un cane da una gabbia minuscola per sette settimane è già un maltrattamento abbastanza grave, ma non permettere alla madre di allontanarsi dai cuccioli neppure per pochi minuti è addirittura crudele. [...]
Quando ho visitato l'allevamento, ho visto un'intera gamma di caratteri, dai timidi e paurosi a quelli prepotenti ed esigenti. C'era un gruppo di cani che attaccava di continuo un altro cane nella stessa gabbia insieme con una banda che gliele suonava di santa ragione tutto il giorno.[...]
Mi sono imbattuta in un altro dove le gabbie permanenti erano disposte su tre livelli e gli animali che si trovavano più in alto lasciavano cadere i loro escrementi su quelli più in basso. Ciascuno dei cani nelle gabbie inferiori viveva su uno strato compresso di urina e di feci alto dai trenta ai sessanta centimetri, con il corpo ricoperto di chiazze rosse e infiammate. Anche le ciotole dell'acqua erano sporche e piene di rifiuti, con il tocco colorato di uno strato di alghe verdi.
Questi "campi di concentramento" per cani, nascosti alla vista del pubblico, forniscono milioni di cuccioli agli "agenti" (*) e ai negozi di animali, dove ignari amanti dei cani danno un'occhiata a quel delizioso batuffolo di pelo nell'angolo e non possono fare a meno di portarselo a casa.

(*) Gli "agenti" sono persone che fanno da intermediari per conto di grandi aziende commerciali, spesso fingendosi appassionati di cani che si trovano "per caso" ad avere cuccioli nel loro giardino.